Villavallelonga - Un po' di storia e Tradizioni

 

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Un po’ di storia……..

Il nucleo originario dell’abitato di Villavallelonga è stato edificato al centro della Vallelonga, la medioevale Valle “Trans Aquas”, al di là delle acque (del Fucino). Precisamente, sulla sommità di una scaglia etrusca che alle falde del Monte Cerri ha formato il Colle Quaresima.

Dal punto di altitudine più elevato (m. 1005), denominato la Villa, che è il centro storico del paese, si può godere una magnifica veduta di tutta la Valle, percorsa dal fossato di Rosa (già torrente Carnello), che scende dal Parco Nazionale e si immette nella piana del Fucino.

La Valle prende il nome dalle lunghe montagne (anticamente “La Longagna” e poi “Serra Lunga”) che la delimitano, mentre, a fondovalle, è stata sbarrata dalle acque del Lago del Fucino, fino al prosciugamento definitivo del 1875.

In questo isolamento plurisecolare, dato dalla chiostra dei monti e dal lago a valle, si è svolta la storia di questo Paese d’Italia, che ha rischiato di rimanere segreta nelle sue origini medioevali, per aver avuto almeno due precedenti e diverse denominazioni: Rocca di Cerro e Villa Collelongo, ed ora, appunto, Villavallelonga.

Il nucleo originario dell’abitato è stato in epoca medioevale denominato “Rocca di Cerro”, traendo la sua qualificazione da un magnifico esemplare di Quercus Cerris che è assai rappresentato nella flora locale (Monte Cerri).

L’esistenza della “Rocca” ancora raffigurata nello stemma del Comune di Villavallelonga, si trova attestata nelle fonti meridionali della storia civile e religiosa fino al XV secolo.

Sull’origine antica è solo possibile ipotizzare che dopo la caduta dell’Impero Romano d’ Occidente (476 d.C.), al momento in cui inizia il periodo delle invasioni barbariche, le genti della Valle sono state costrette a rifugiarsi sulle asperità dei monti, dando vita ai numerosi castelli della valle, che, successivamente, si sono riuniti ed hanno costruito i propri abitati in luoghi più vicini ai campi da coltivare, ma egualmente sicuri, difesi da torri e da cinte murarie, soprattutto nel periodo delle incursioni dei Saraceni intorno alla metà del X secolo.

In questo quadro di esigenze ed in questo contesto di fatti e avvenimenti, riteniamo abbia avuto origine la nostra “Rocca”.

Nel succedersi delle dominazioni e dopo un breve interregno della Casa Sveva, subentrano gli Angioini ed infine gli Aragonesi. (fonte: Storia di Villavallelonga di Leucio Palozzi)

La particolare posizione geografica e l'unica via di comunicazione stradale che collega il paese al fondovalle, hanno contribuito a preservare il territorio dalle incursioni della moderna e massificante società post-industriale regalandoci scenari di rara bellezza ed uno stato di conservazione di tutte le risorse tali da essere degne d’interesse.

 

Gli eventi annuali…….

Villavalleonga offre numerose iniziative che danno l’opportunità, a chiunque voglia godere di esperienze suggestive e naif, di calarsi in un contesto ancora autentico, ricco di tradizioni e senso di condivisione.

Durante tutto l’anno infatti è possibile essere coinvolti in molteplici attività di svago e partecipare a numerose manifestazioni culturali e gastronomiche dal gusto antropologico, che danno la possibilità di scoprire i vari aspetti che rappresentano l’identità e la storia locale e che consentono di godere, soprattutto, del clima di condivisione che permea questa comunità.

Il mese di gennaio, nei giorni del 16 e 17, apre in bellezza l’anno con la festa di Sant’Antonio Abate, culto millenario, un ponte tra presente e passato dove sacro e profano si fondono creando atmosfere suggestive e sostenibili e dove la condivisione del cibo funge da leitmotiv.

Nel mese di febbraio si tiene La passeggiata sulla neve ai prati d’Angro, un percorso tra sport, relax, piatti tipici e panorami incantevoli nella natura incontaminata del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise; la passeggiata è aperta a coloro che a piedi, a cavallo, con le ciaspole o con gli sci da fondo, desiderano vivere un’esperienza che possa coinvolgere pienamente tutti i sensi. Durante l’inverno è altresì possibile godere di pace e tranquillità nella struttura comunale della biblioteca ove si può studiare, leggere un buon libro o collegarsi ad Internet. Nella stessa struttura sono tenuti il corso di pittura, i corsi di inglese nonché vengono ospitate mostre d’arte di artisti locali.

E’ in estate però che si presentano numerose possibilità per coloro che amano la buona cucina, la cultura, l’artigianato e la natura: oltre i percorsi permanenti all’aperto del Giardino Botanico “Loreto Grande”, dedicati a Piante, streghe, pastori e briganti, a partire dal mese di luglio è infatti possibile partecipare a tutta una serie di manifestazioni che, di sera in sera, colorano con profumi e musica il paese, con la possibilità di mangiare cibo fatto in casa e di passare piacevoli momenti di relax nelle fresche sere montane, o di godere di momenti culturali unici ed irripetibili come quello dedicato al Mercatino delle Creazioni Manuali: un salotto all’aperto allestito sugli scalini del centro storico dove l’artigianato e l’arte si fondono creando uno scenario particolarissimo, a tratti introspettivo.

Il mese di agosto di certo è quello più ricco di eventi, di spettacoli e di mostre d’arte, di storia e di cultura locale; tutto ciò è reso possibile dalla presenza di un coeso tessuto associativo che investe molte energie nell’organizzazione degli eventi.

La seconda domenica di agosto, si tiene La Sagra della Pecora, momento storico dove ci si reca presso i prati d’Angro per grandi grigliate di pecora.

Nel giorno di Ferragosto si tengono invece Le Terrate Aperte organizzate dalla Proloco, una manifestazione gastronomica-culturale suggerita a chi desidera gustare sapori genuini di un tempo nella cornice del borgo antico: la cucina povera della tradizione contadina servita sullo sfondo di musiche e canti abruzzesi.

L’autunno è ormai alle porte quando dal 1 al 4 settembre si svolgono i festeggiamenti dedicati ai santi Leucio, Rocco e Nicola, culto che affonda le proprie origini al tempo della transumanza, quando i pastori di ritorno dalle Puglie portarono tra questi monti la devozione per San Leucio. I festeggiamenti patronali hanno oggi acquisito una dimensione commerciale pur mantenendo la radice religiosa, per cui dopo i riti sacri mattutini seguono momenti di sport, spettacolo e musica classica e contemporanea, con la presenza di artisti di grosso calibro in particolare nella serata conclusiva del 4 settembre. Il 2 settembre, per gli amanti dello sport, si tiene la competizione agonistica dei 10 Km di corsa della Marcialonga del Cerbiatto che ha superato le 35 edizioni; anche i bambini possono partecipare alla gara in versione non competitiva, attraverso un percorso di 3 km.

I bramiti dei cervi che riecheggiano nei pomeriggi di settembre sono già lontani quando l’11 novembre la popolazione locale si riunisce intorno al fuoco per mangiare caldarroste e polenta e festeggiare S.Martino, manifestazione semplice ma carica di mistica atmosfera. Non ultimo, sempre nel mese di novembre, il giorno dedicato alla memoria di don Gaetano Tantalo, sacerdote eroico in processo di santificazione ed ora dichiarato venerabile.

Comunicazioni

 

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